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mercoledì, 27 settembre 2006

Quale Giustizia è questa?

"Sì, Dante mio, essi potranno ben crocifiggere i nostri corpi come già fanno da sette anni: ma essi non potranno mai distruggere le nostre idee, che rimarranno ancora più belle per le future generazioni a venire."



Da una lettera di Nicola Sacco al figlio Dante - 1927.


Il 26 settembre 2006 la piccola italiana di cui l'America ha paura torna libera. Silvia Baraldini dopo 24 anni di carcere, di cui 17 scontati in penitenziari americani, grazie all'indulto del luglio scorso è oggi una donna libera. La sua storia ha commosso, indignato, smosso le coscienze di milioni di persone. Nata a Roma, il 12/12/1947, attivista comunista, ha operato negli anni '60, '70, '80 negli Usa. Componente di un partito eversivo (Pantere Nere) che combatteva per i diritti civili dei neri, fu condannata nel 1983 a una pena cumulativa di 43 anni di carcere da scontare negli Stati Uniti. In quei primi anni '80 la morsa delle forze di polizia statunitensi si era stretta attorno agli attivisti del "Black Liberation Army" (un movimento di resistenza armata che lottava contro l'oppressione e le pessime condizioni di vita delle minoranze di colore negli Stati Uniti) e a quei movimenti che confluirono nel BLA (o che fiancheggiavano tale gruppo, tra cui l'organizzazione comunista "19 maggio" di cui faceva parte la Baraldini). L'arresto fu dunque per associazione sovversiva, e la Baraldini venne rilasciata poco tempo dopo, su cauzione. 



Il processo a carico degli attivisti del BLA e delle altre associazioni terminò con una sentenza del luglio 1983. La pena complessiva a cui fu condannata Silvia fu di 43 anni.


- 20 anni per associazione sovversiva. In questo caso fu esteso al caso della Baraldini la legge "Rico", in origine nata per reati ascrivibili al campo della criminalità organizzata mafiosa. In buona sostanza con questa legge i crimini commessi da un elemento di una data organizzazione venivano contestati a tutti i soggetti che componevano la stessa. Dunque la Baraldini pagò per reati contestati al gruppo "19 maggio", indipendentemente dalla personale estraneità ai fatti criminosi.



- 20 anni per concorso in evasione. L'evasione fu quella di Assata Shakur, "l'anima" del BLA. L'evasione avvenne in modo totalmente incruento (2 guardie addette alla sorveglianza nel carcere di Clinton furono prese in ostaggio e liberate poco dopo l'evasione) il 2 novembre 1979.



- 3 anni per "ingiuria al Tribunale" (non so tradurre meglio la definizione originale "Contempt of Court"). In questo caso "l'oltraggio" di Silvia verso la Corte fu di rifiutare di fornire la propria testimonianza circa i nomi degli altri militanti nel movimento "19 maggio". A questo proposito ricordo che, dopo il primo arresto del novembre 1982, l'FBI offrì un'ingente somma di denaro alla Baraldini per denunciare i propri compagni. Questa offerta le fu rinnovata una volta in carcere; la contropartita non fu più una somma di denaro, ma la liberazione. Il rifiuto di collaborare fruttò a Silvia la qualifica di detenuta pericolosa, il trasferimento al carcere di Lexington e l'inasprimento delle sue condizioni detentive. In altre parole, la Baraldini avrebbe potuto mercanteggiare la propria libertà con un "pentitismo interessato", ma ha preferito un percorso di coerenza morale che le ha fruttato grandi sofferenze, ma che forse è stato l'elemento che più di ogni altro ha contribuito a cementare il vasto movimento d'opinione e di solidarietà formatosi negli anni attorno alla sua figura.

La Baraldini fu rinchiusa prima nel carcere di New York, poi in quello di Pleasanton (California) e poi, come ricordato in precedenza, a Lexington, dove fu sottoposta ad un regime carcerario particolarmente severo, disumano e degradante: isolamento, perquisizioni corporali, rigide censure nella posta e limitazioni nelle visite, costante monitoraggio della propria vita carceraria, anche nei momenti più intimi. Solo la dura lotta di Silvia e di altre carcerate produsse un leggero miglioramento in queste condizioni (e l'unità di massima sicurezza di Lexington venne in seguito chiusa, anche grazie all'intervento di Amnesty International).

Ma per Silvia la drammaticità delle condizioni di vita a Lexington fu peggiorata pure dalle condizioni di salute. Dopo aver lamentato continui dolori addominali le fu diagnosticato un tumore maligno (siamo a metà del 1988). Inutile dire che anche nelle cure mediche l'amministrazione penitenziaria statunitense non si dimostrò né efficace né comprensiva, tendendo anzi ad ostacolare, limitare o comunque differire le cure di cui Silvia abbisognava.



Dopo gli interventi chirurgici Silvia Baraldini nel 1990 fu trasferita nel carcere di massima sicurezza di Marianna (Florida), citato anche nella canzone di Guccini a lei dedicata. Questo trasferimento fu solo l'ennesimo gesto di spregio da parte dell'Amministrazione Statunitense nei riguardi non solo della detenuta, ma pure del vasto movimento d'opinione che proprio in quegli anni s'era formato, non solo in Italia. Infatti il carcere di Marianna si trova in una località isolata che presenta non poche difficoltà a chi lo vuole raggiungere. In totale serve più di una giornata di viaggio da New York. E' nella seconda metà degli anni 80, proprio mentre Silvia subisce le prime due operazioni per tumore (in catene anche sul tavolo operatorio e sul letto di ospedale, come "regolamento impone"…) che l'Italia comincia a mobilitarsi per Silvia. Ed è bello pensare che fu proprio questa mobilitazione popolare a scalfire l'indifferenza e l'accanimento della "giustizia made in USA". Ecco dunque arrivare le prime interrogazioni parlamentari, i comitati di solidarietà che nacquero in varie città d'Italia, gli appelli firmati da Dario Fo, Antonio Tabucchi, Umberto Eco e molti altri, l'emozione per la bella canzone che Francesco Guccini le ha dedicato nel 1993 ("Canzone per Silvia", dall'album "Parnassius Guccini"). 



Solo alla fine degli anni '90 si riuscì a concretizzare il ritorno in Italia; nell'ambito dell'accordo con gli USA ai sensi della convenzione di Strasburgo è stato anche ridefinito il termine di fine pena nel 29 marzo 2008.



Il tribunale di sorveglianza di Roma ha stabilito per Silvia gli arresti domiciliari nell'aprile 2001. Per tragica ironia del destino la madre della Baraldini, gravemente ammalata da tempo, era deceduta il 9 aprile 2001. Proprio quando era tornata in Italia, convinta di migliorare le proprie condizioni detentive, ma convinta pure che questo miglioramento le avrebbe consentito di stare accanto alla madre, Silvia ha dovuto subire quest'ultimo affronto; le due donne hanno vissute per mesi recluse in due distinti ospedali.



Da quando ha ottenuto gli arresti domiciliari Silvia ha scelto di evitare ogni tipo di pubblicità attorno alla propria vicenda e, pur dichiarandosi grata a tutti quelli che in questi difficili anni l'hanno sostenuta, ha scelto di non rilasciare più interviste e di limitare al minimo l'attenzione dei media nei suoi confronti. Ma le molte ingiustizie che la Baraldini ha subito non devono essere dimenticate…


A tutti coloro che possono ma non vogliono, a tutti coloro che avrebbero potuto ma hanno fatto finta di niente (nel migliore dei casi) o hanno agito per vederla dietro le sbarre il piu' possibile, va tutto il nostro piu' assoluto disprezzo.


Ave
postato da: TheTripper alle ore settembre 27, 2006 15:50 | link | commenti (7)
categorie: politica, società, vomitevole
lunedì, 25 settembre 2006

Cercasi personale...schiavizzabile!

Dunque,dunque...Il "Bar Mazzini" di Battipaglia town "CERCA PERSONALE"... non meglio identificato!Muble...

Oh,pensa! Anche il "bar Crystal" di via Italia in Battipaglia town "CERCA PERSONALE" ...non meglio identificato!Muble...muble...

Che culo! Perfino i "Bars Consorziati Varese&Capri" a Battipaglia town "CERCANO PERENNEMENTE PERSONALE" ...non meglio identificato!Muble...muble...muble...

Ebè,poi ci sono tantissimi negozi,empori,supermegaultramarket che "CERCANO COMMESSE/COMMESSI"...non meglio identificatiMuble...muble...muble...muble...

Ma cazzo! Ma che mazzo scassato imbarazzante che abbiamo qui a Battipaglia town! Cioè,mentre il circa 25% della sfigatissima popolazione meridionale d'Italia langue in una vischiosissima melma di disoccupazione,noi giovani eletti di questo "paradiso terrestre occupazionale" abbiamo solo ed esclusivamente l'annoso compito di scegliere a chi elargire generosamente la nostra forza lavoro!Che culo,oh!

E allora vediamo...scelgo...scelgo...il Bar Capri dell'amico Carmine! Sì,è proprio in uno dei miei habitat preferiti che voglio prestare i miei servigi! Chiedo(ma credo sia una pura e noiosa formalità!) le condizioni principali di lavoro! Oh,intendiamoci,sicuramente giuste eque e solidali,però...Cosa??? 10h di lavoro giornaliero x 7 giorni settimanali a 400euri mensili?Va bè,vado altrove!Amici come prima!Tanto..hai voglia!

Lavorerò...lavorerò...al bar Varese! Dunque...Cosa??? Pressochè le stesse condizioni a 500Euri?E allora...al bar Crystal?!? Idem con patate!?! Al bar Mazzini...no!Idem! Provo da commesso...NOOO!!!Uguale!

Basta! Mi arrendo! Spaccerò come tutti i miei coetanei disoccupati del Sud! E' questo il mio futuro professionale!Ora lo so! ...Certo però avrebbero potuto pure specificarlo negli annunci,eh! Mettevano...che so?..."CERCASI PERSONALE SCHIAVIZZABILE" !Mi sarei regolato prima e meglio! Per adesso tuttavia non mi resta che VOMITARE E SOVVERTIRE alla men peggio!...Oh,cumpà! 'O faccio a 10euro! Ma è dà Torre do Grieco,però!Robba 'e prima qualità!!!!

postato da: SognoRosso alle ore settembre 25, 2006 15:45 | link | commenti (9)
categorie: attualità, società, scossa
sabato, 23 settembre 2006

àut-àut

La nostra Battipaglia Town, di cui questo blog si occupa, col supremo intento di cambiare le cose, utopistico obiettivo, va bene, ma che ci consente, almeno, di non sprofondare nei meandri dell'ipocondria e di muoverci, di pensare, di sentirci vivi, attraversa come sempre in questo periodo dell'anno una fase di stordimento, di abbiocco, dovuto alla fine dell'estate ed alla conseguente - ma non per tutti, chiedere a SognoRosso - ripresa di lavoro, studio, grande fratello ed isola dei famosi, che rende la cittadinanza più restia ad uscire, ad occuparsi degli altri, a vivere la città. E' come se l'aria si intorbidisse, crando un attrito maggiore con i nostri vestiti che rende difficile compiere movimenti naturali, come ridere o pensare. Annaspa, chi esce, vagando contro corrente. C'è come una forza nell'aria che ti spinge dietro, ti lega le gambe al suolo e ti fa pensare: stasera resto a casa. Sarà il CDR con i suoi aromi naturali di fine secolo; il Sanzificio che, ripreso a tamburo battente la sua produzione d'olio e puzza, ci regala inebrianti annasate di pecorino romano puruto e gorgonzola rancido; sarà che il Capri ci offre la stessa musica, con gli stessi musicisti e la stessa gente-arredamento dell'estate e della primavera e dell'inverno e dell'autunno passato; sarà la rissa sera si sera no che movimenta le serate; sarà che potrei continuare così fino al richiamo ufficiale di splinder... ma qualcosa va fatta. Amici e compagni di blog siamo davanti ad un àut-àut, la nostra città è davanti un àut-àut, o dentro o fuori, o si fa Battipaglia o si muore, come partigiani del secolo nuovo dobbiamo riappropiarci della nostra città, scendere in prima persona per strada e smuovere le coscienze. Questo blog è un mezzo molto valido, ma ancora effimero se pensiamo alla poca diffusione che, cmq, ha. Allora facciamo girare la voce, muoviamoci, il tempo stringe la corda. Prima di collassare definitivamente almeno proviamoci. Da questo blog può e deve nascere qualcosa di più, qualcosa di meglio. Aspetto cenni...


Hasta siempre   

postato da: TheTripper alle ore settembre 23, 2006 11:48 | link | commenti (2)
categorie: politica, personale, avviso, società, scossa
mercoledì, 20 settembre 2006

Il MaxiPuntura

Salve amici, minchia quanto tempo che non ci sentiamo... Non penso d'esservi mancato, a me non manco mai, nemmeno se m'assento. Purtroppo sono solo stato impegnato, nessuna gita, nessun viaggio, nè fisico, nè mentale haimè.




Mi compiaccio di vedere che qualcuno tiene alto il  livello di guardia e d'attenzione su forme di degrado sociali e culturali -vedi gli ultimi due post-.




Il Maxipuntura a via Dante.... il sommo Poeta starà facendo delle capriole con triplo salto mortale nella tomba, e vabè che si faceva i viaggi con Virgilio imbattendosi in fiere feroci e fratelli incestuosi, ma da qui ad intitolargli la Via dell'Oppio ce ne passa. Davvero vergognoso, l'avessero sistemata in via Baudelaire, una cuotteria, non avrebbe, poi, fatto tanto scalpore.




Eppure, dal post antecedente al di cui sopra, si discuteva su un corpo di polizia presente in questa città. Mi sembra, ma non ricordo, li chiamassero vigili. Parola assurda, vigili, parola che richiama alla mente caratteristiche come la solerzia, l'attenzione, la precisione... e non la calcinculo-perentrare-se-la-paletta-vuoi-alzare che bisogna invece avere, come il biondone alto, fusto-fesso con lo sguardo serio-stronzo, una via di mezzo tra Becker dei Chips e il poliziotto frocio dei Village People, che ti corre dietro con la paletta tesa, nemmeno avesse visto Provenzano, in più figlio di alto dirigente, più beceri del becero, l'anello mancante tra l'uomo e uno stronzo, praticamente uno sfintere. Alla fin fine l'unico corpo degno di questo nome è quello della vigilessa di servizio al bar Excelsior, eh eh di servizio, lavora lì, ve lo giuro, oh io l'ho vista sempre lì... 




  h 1.32 u.s.  Ave. 

postato da: TheTripper alle ore settembre 20, 2006 01:36 | link | commenti (6)
categorie: politica, scossa
martedì, 19 settembre 2006

La Casa "Bianca"...

ATTO I. Si è più o meno nel 2002: i residenti di via Dante Alighieri (pieno centro, due passi alle spalle di Piazza della Repubblica) denunciano per l’ennesima volta all’amministrazione comunale di Battipaglia lo stato di degrado di una palazzina abbandonata da anni, situata all’altezza del civico 24 (dico “all’altezza” perché il civico di quello stabile non si legge più). Oltre alla pericolosità evidente dovuta alla fatiscenza della struttura (“legata”, fra l’altro, alle mura dei due palazzi confinanti, con la famosa formula paghi uno crolli tre), il libero accesso all’edificio ha peraltro da tempo favorito l’occupazione abusiva degli alloggi da parte di clandestini, barboni, barboncini, pantegane, pazzi, tossici e puttane small-profit che ringraziando Iddio via via sono riusciti a movimentare la strada (specie di notte) grazie allo spaccio di eroina in quantitativi da discount, alle ronde dei ricottari, alle risse, alle ubriachezze moleste varie, agli atti vandalici etcetera etcetera. Di macchine di polizia o carabinieri, in zona, neanche l’odore. Cioè no, un odore arriva: quello di piscio e merda (gli igienici della palazzina sono ovviamente in disuso, l’androne del portone è ufficialmente il cesso condominiale).
A seguito dell’esposto, i nostri bravi politici interpellano timidamente-educatamente-servilmente il proprietario e costruttore dello stabile, invitandolo (leggasi: “per cortesia, aggiate pacienza, sempre se non è di troppo disturbo a Vossignoria”) a compiere i necessari lavori di manutenzione sull’immobile, ovvero ad abbatterlo (uhssignore!) a sue spese. Il proprietario, con immenso senso civico e solidarietà verso i concittadini risponde con un “me ne frega ‘ncazzo, non spendo una lira, se vi dà fastidio tiratevelo giù da soli.”
ATTO II. Anno 2003. L’Amministrazione Comunale, con eroismo e sprezzo del pericolo (e presumibilmente con la sana promessa di non disturbare più l’“amico” costruttore) fa un Dio di atto plateale: sfolla il palazzo e mette i sigilli. Trenta minuti dopo gli sfrattati scassano i sigilli e rientrano nel palazzo.
ATTO III. Anno 2004. Il disagio continua. Il disagio aumenta. Il PalaDose ormai è una struttura convenzionata con Comune e Forze dell’Ordine, inutile andare all’ASL per mendicare il metadone, qui si è in centro e il prezzo è pure abbordabile. La clientela si moltiplica, i residenti più che alla frutta sono all’ammazzacaffè. Arriva un’ambulanza al giorno, che toglie un overdosato di torno (che però poi ritorna). Petizioni, firme, referendum e quant’altro. Del caso se ne occupano, in sequenza, il Mattino e la Città. Niente.
ATTO IV. Anno 2005. Ad agosto uno degli occupanti dello stabile ci muore dentro per overdose; anzi, ci muore fuori: seduto al balcone. La versione macabra di Questi Fantasmi. Il Comune sfolla e mette il catenaccio al portone di legno puruto. Dieci minuti dopo gli sfollati rompono a sputi e occhiatacce il “robusto” lucchetto e rientrano nel palazzo. Nota positiva: per un attimo s’è vista una volante della Polizia. Giusto il tempo di refertare il morto, poi via a sirene spiegate.
Non finisce qui. La notte fra il 30 e il 31 Dicembre si sviluppa un incendio al primo piano. Per la seconda volta in quattro anni si vede un’altra volante della Polizia: non staranno esagerando? Infatti scompare subito. Poi ognuno si occupa di salvare qualcuno: i pompieri le pompinare, i droghieri i drogati, i magrolini i magrebini. Alba Nuova mette una Porta Nuova: un pannello di orsogrill saldato sul portone. Andiamo, è tempo di migrare. Gli accoliti si disperdono, palazzo abbandonato. Sembra finita. Non è finita.
ATTO V. Anno 2006. Magicamente spunta un accesso secondario allo stabile. Un portoncino accanto a quello principale che fino ad allora s’era creduto portasse da tutt’altra parte: in uno stanzino o roba così. Qualcuno lo aveva in gestione, qualcuno lo ha dato in gestione: sei un grande, cumpà.
L’esodo è ricominciato: stavolta lento, invisibile, prudente. Te ne accorgi solo ogni tanto, di notte, quando magari s’è svuotata qualche bottiglia in più e ci sono urla e rumori di oggetti volanti non identificati. Un film generalmente con solo audio (mica so’ fessi), come video ti devi accontentare di qualche faccia che ogni tanto s’affaccia da un balcone diverso.
Come abbiano fatto a collegare lo stanzino al palazzo è ancora da scoprire. Il fatto è che se non ci fosse stato più il palazzo si sarebbero collegati a ‘stu cazzo. Grazie costruttore.
CONCLUSIONE: Uh, uno spreco di tempo e spazio, me ne rendo conto solo adesso. Ho utilizzato 4.453 battute per raccontare qualcosa che in realtà avrei potuto sintetizzare in una sola parola, ben urlata con tanto di saliva schizzeggiante in faccia a sindaci, assessori, prefetti, questori, commissari, parroci, sagrestani, chirichetti e semidei: VERGOGNA!!!
(Ah, SognoRosso: in questo caso potremmo prima sovvertire e poi vomitare? No, perché come hai visto già la situazione fa schifo di suo, poi sovvertire nel vomitato…).
Buena Suerte para todos!
postato da: dago68 alle ore settembre 19, 2006 12:31 | link | commenti (3)
categorie: attualità, società, vomitevole
lunedì, 18 settembre 2006

Comunicazione Sociale Merdaset

Ogni anno, sciagurati concorsi pubblici e assunzioni di comodo abbandonano per le strade di Battipaglia nuovi ragazzini boriosi e sbruffoncelli vestiti di blu;

Ogni anno, un automobilista su tre corre il rischio d'investirne uno trovandoselo improvvisamente per strada e non sapendo a cosa cazzo serva;

Ogni anno, gli affari dei bar del centro calano vertiginosamente perché quelli si mettono di colpo in testa di fischiare a vanvera per strada anziché cazzeggiare come al solito davanti a un caffè;

Ogni anno, c'è qualche decina di ricoverati alla neuro per quattro chilometri di coda dovuti all'ostinazione di uno di questi che a caso si piazza a smanacciare in mezzo alla rotatoria di via Roma;

Ogni anno, scippi e risse e rapine e ubriachi in piazza Conforti o Amendola o della Repubblica, ma in quelle occasioni ne vedessi mai uno nei paraggi, neanche a pagargli lo stipendio di un consigliere della Telecom;

Allora, sii civile:

ADOTTA ANCHE TU UN VIGILE URBANO BATTIPAGLIESE!!!

Portatelo a casa all'ora di punta, dagli da bere e mangiare, affittagli interie serie di Chips da gustarsi sul divano fra un rutto e un pop-corn, ma per favore

TOGLICELO DALLE PALLE MENTRE RINCASIAMO DAL LAVORO!!!

Per adozioni a distanza, puoi fare un versamento su un conto corrente postale a casaccio, pure quello de "Il Rosario e la nuova Pompei", l'importante è che per pagarlo distogli i soldi che avevi risparmiato per l'ICI o la TARSU.

NON ESSERE INDIFFERENTE: CONTIAMO SU DI TE!!!

postato da: dago68 alle ore settembre 18, 2006 14:26 | link | commenti (1)
categorie: politica, attualità, scossa
lunedì, 11 settembre 2006

11 Settembre...che giorno di merda,oh!

11 Settembre 1973:    Il Rivoluzionario cileno Salvador Allende veniva assassinato,alla Moneda,nel suo

                                         Palazzo Presidenziale,a seguito di fitti bombardamenti "americanizzati"!

                                        Il tutto per favorire l'insediamento al potere di uno tra i più sanguinari dittatori

                                        del nefasto secolo scorso:tal Pinochet(fottutamente filo-americanista!).

 

11 Settembre 2001:    L'attacco terroristico di matrice islamica(???) al World Trade Center di New York,

                                        a Ground Zero! Giulietto Chiesa,SognoRosso,ed altri facoltosi paranoici-comunisti,

                                        sono tra i teorici della Cospirazione Bush-Lobbies del  petrolio e delle armi dietro

                                        agli attentati alle Torri Gemelle ed al Pentagono!

                                        Sicuramente non vedremo mai uno "Speciale  verità 11 Settembre 2001" su Rete4

                                        oppure su Italia1(tv di proprietà del "Demonio dalla faccia di plastica",che è intimo

                                        "compagno di schifezze" di G.W.Bush!)! Tuttavia una semplice ricerca tra specifici

                                        siti internet intelligenti può chiarire,a mio avviso a chiunque,come l'11/9/2001,sia

                                       una tra le più pietose e mefistofeliche messinscene della Storia!

                                       Aggiungo che G.W.Bush è,con tutta probabilità,il Terzo Anticristo paventato da

                                       Nostradamus nei suoi scritti profetici cinquecenteschi!

 

11 Settembre 2006:  Una dolce e sensuale ragazza, che sembrava ben disposta ad "elargirmela",mi

                                      dimostra un improvviso e,forse irrimediabile,distacco! Non me la dà più!!! Buuu!!!

 

Lo denuncio con fermezza,sdegno, e cognizione:11 Settembre...che giorno di merda,oh!

postato da: SognoRosso alle ore settembre 11, 2006 20:25 | link | commenti (5)
categorie: storia, attualità, vomitevole
sabato, 09 settembre 2006

yeah!

E non voglio stare qui a menarla sulla storia di Giovanna D'arco, come non voglio stare qui a menarla pesante su quante ingiustizie e quanti soprusi abbiano dovuto sopportare le donne nel corso della storia e  su quante ne sopportino  tuttora.Non voglio stare  qui a menarla sullo Ius Primae noctis in cui la vittima era sempre e comunque la donna. NOn voglio stare qui a menarla sul movimento femminista. (Sogno Rosso, ti sto tagliando le palle)

 Non voglio stare qui a menarla sul ciclo,sugli assorbenti che non sono mai quelli giusti. Non voglo stare qui a menarla sulle tette che non sono mai giuste, che sono troppo grosse o troppo piccole. Non voglio stare a menarla sulla competizione che nasce tra donne. Sulle forme,su sti patanoni che stanno in televisione e ti fanno venire i complessi perchè col cazzo che sei come loro.Non voglio stare qui a menarla sulla moda, su questi pantaloni disegnati su donne anoressiche o filiforme, come amate definirle voi tutti.Non voglio stare qui a menarla sull'uomo che dal buco della donna esce e al buco della donna per tutta la vita aspira. NOn voglio stare qui a menarla con L'uomo che dalla donna nasce e alla donna ritorna, o quanto meno cerca di ritornarci. (Sogno rosso,ti sto tagliando le palle) Non voglio stare qui a menarla sulle concezioni stilnovistiche- la donna vista come mezzo di elevazione spirituale (elevazione,sogno rosso, non erezione che è quella cosa che ti sta succedendo a te,adesso. I know-I know e comunque ti sto tagliando le palle) Non voglio stare qui a menarla su grandi nomi come Virginia Woolf, non voglio nemmeno parlare di Christa Wolf, e non voglio nemmeno nominare  Nico. Non voglio nemmeno menarla su Alda Merini, lo stesso vale per Emily Dickinson , non voglio ricordare Anna Magnani, nemmeno menarla  sulla Lettizzietto e la sua ironia tagliente. non Voglio nemmeno nominare Bjork, Pj Harvey,Beth Gibbons, Cat Power o Diamanda Galas. Sogno rosso, questo qui è un grande post, ma poteva esserlo ancor di più se fossi stata meno pigra. Ciò che conta è che ti ho tagliato le palle,oh yeah!

 

LA DONNA è UNO STRUMENTO DI PIACERE. OK, MA RICORDA CHE è SEMPRE LA DONNA  A SCEGLIERE  SE ESSERLO O MENO, SE LE FA COMODO O MENO, SE LE PIACEREBBE O MENO( OVVIAMENTE QUESTO VALE PER LE DONNE LIBERE, NON PER QUELLE CHE, PER UN FILO DI ROSSETTO E UNA SIGARETTA TRA LE DITA, VENGONO AMMAZZATE)

POI SognoRosso delle mie braghe, ti ho tagliato le palle!:*****************

I più sentiti ossequi,mio adorabilissimo!

postato da: ThePerfectFit alle ore settembre 09, 2006 14:20 | link | commenti (3)
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venerdì, 01 settembre 2006

Il Bookcrossing a Battipaglia...

         Questo è un invito a far girare concretamente un po’ di cultura a Battipaglia, visto che lamentiamo all’unanimità la penuria di stimoli propria della nostra city. Mi riferisco al Bookcrossing o Giralibri.     
         L’iniziativa non è originale, né di recente coniazione dato che è nata nel 2001 da un’idea di R. Hornbaker e si pratica ormai a livello mondiale. In sintesi: quegli amanti della lettura e dei libri che non si caratterizzano per un forte senso della proprietà, ma credono nella condivisione del sapere e delle risorse legate ad esso, “liberano” i propri books possibilmente in un luogo pubblico, attendono che siano trovati e letti da qualcuno e quindi che ritornino in libertà o, per attenersi al gergo del BookCorsari, in the wild.
         Se vi collegate al sito che gestisce il Bookcrossing noterete che la Campania figura stancamente tra le regioni italiane interessate: la risposta è infatti abbastanza scialba e coinvolge 3 province su 5 e di ognuna una quantità irrisoria di centri urbani. Nella sterminata provincia di Salerno per l’appunto nell’ultimo anno i casi di liberazione di libri sono stati piuttosto radi (in tutto 9) e hanno interessato solo Amalfi, Nocera, Sicignano degli Alburni e il capoluogo stesso, mentre Battipaglia non compare nemmeno.         
         Bene…facciamo la nostra parte! Propongo di costituire un gruppo che possiamo grossomodo far corrispondere agli utenti del nostro blog, ma con la chiara intenzione di allargare il giro piano piano, di iscriverci al sito www.bookcrossing.com e cominciare facendo circolare i libri a Battipaglia e dintorni. È inutile sottolineare che ci aspetteremo anche che i nostri bloggers esprimano sane e costruttive considerazioni sui libri trovati e letti e nuovamente liberati. Nel frattempo attraverso il blog ogni Corsaro potrà comunicare il titolo del libro liberato e il luogo sì da consentire un aggiornamento continuo dei suoi spostamenti.
         Da una indagine condotta dal CENSIS nel 2003 sul rapporto tra i giovani e i libri affiora che il 34,9% dei ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni non legge perché ritiene i libri noiosi e ritiene i libri noiosi perché associati alle imposizioni scolastiche, a differenza della televisione, dei cellulari e della radio, media decisamente più gettonati. Il fatto poi che a scuola la lettura sia imposta fa si che molti di questi giovani a partire dall’età più adulta e una volta liberatisi da quelle che hanno vissuto come “indigeste” forme di acculturazione indotta, leggano ancora di meno, ma vivono l’esperienza della lettura più positivamente. Insomma non sono i libri in sé ad essere estranei alla mentalità giovanile, quanto il fatto che la lettura sia vissuta in età scolastica come un dovere.
         L’esperienza della lettura inoltre non è avulsa da fattori di carattere economico o territoriale e non è difficile immaginare che il Mezzogiorno e le famiglie meno agiate non producano facilmente simili passioni. In una cittadina difficile come Battipaglia, priva di una vera biblioteca e di luoghi di scambio e socializzazione (penso a zone come Belvedere o il viale della Libertà, veri e propri quartieri dormitorio), una iniziativa del genere potrebbe rappresentare un primo passo, benché minimo, verso quella umanizzazione del nostro standard di vita urbano di cui sentiamo tutti il bisogno.
         Forse un libro trovato per caso alla fermata dell’autobus per Fisciano, può innocentemente risvegliare atavici stimoli e malandate curiosità ed invitare così a leggere…a riflettere….a fantasticare e, perché no, dare il suo piccolo contributo per arginare l’inebetimento generale provocato dall’uso spasmodico di cellulari etc etc….e, per assurdo, riuscire a rendere questa città un po’ più interessante….
postato da: Malamerica alle ore settembre 01, 2006 12:16 | link | commenti (10)
categorie: societÃ