
In occasione del V2 Day del prossimo 25 Aprile, così come accaduto lo scorso 8 settembre, l'associazione culturale Aut Aut di Battipaglia allestirà un banchetto per la raccolta firme in Via Italia, dalle ore 10 alle ore 21.
Anche da Battipaglia, come dal resto del Paese, dovrà partire una petizione per una libera informazione in un libero Stato!

Il banchetto di Battipaglia: http://www.beppegrillo.it/v2day/area/index.php?banchetto=180
Scarica il volantino del V2-day
...ed io sono tornato! Ringrazio i "battipedini" per gli attestati di stima e solidarietà dimostratimi nelle ore successive alla mia fuga dal blog! I "battipedini"...degni eredi di sangue e di cultura del grande indimenticato Carmine Battipede;rivitalizzanti personaggi delle notti vacanti di Battipaglia town! Saluto i miei bloggers sputtanatori preferiti: The Tripper;Malamerika;dago68;ferdinandceline;Shakura...dea pagana di contraddizioni e Beltà che amo! Saluto i commentatori affezionati come ThePerfectFit;JonathanAlticcio;Ishtar;Utente Anonimo(divenuto ormai una vera e propria entità incarnata)!...Ah,saluto anche la mia mamma:ciao,mà! Scusatemi,ma non riesco mai a resistere alla tentazione di salutare qualcuno attraverso un mezzo mass-mediatico! Ora capisco i concorrenti di Mike Bongiorno!
L'attuale situazione socio-politica battipagliese è,in piccolo,la situazione socio-politica italiana! Rimpastoni fatti con gli ingredienti dell'opportunismo e delle logiche di potere,arricchiti con "merda quanto basta" (per dirla alla Wilma De Angelis versione coatta),sono fenomeni locali quanto nazionali! Barlotti&Zara si spartiscono le carni lacerate di Battipaglia così come Berlusconi&Veltroni (divenuti per fusione il profetizzato mostro biblico Veltrusconi!) si contendono con voluttuosità il corpo una volta "arrapante" della nostra Bella Italia! "Il voto è la nostra unica arma"...! Già! Solo che gli italiani,negli ultimi 30 anni,plagiati e lobotomizzati dal Sistema,hanno rivolto verso se stessi quella stessa arma infida! Ed ora sanguinano! Ed il sangue italiano nutre il Potere Vampirico!
-Silvio Berlusconi: 72 anni; Piduista; mafioso indotto,amico di Dell'Utri,Cuffaro,Mangano;legislatore ad personam; dotato di un corpo fisico composto di carne,follia,plastica e fibre sintetiche(perciò altamente inquinante).
-Walter Veltroni: 53 anni; invitato lusingato del Gruppo Bilderberg ai tempi de "L'Unità"; amico del pregiudicato Carra presente nelle liste elettorali del PD(C); Sindaco part-time di Roma, che tra l'altro ha portato ad uno spaventoso degrado fatto di etnie allo sbando e di periferie più languide e zozze delle favelas argentine, ai tempi in cui ci viveva Che Guevara;esponente politico più populista di Berlusconi e di Giorgio Mastrota messi insieme..."ma anche" no; soprannominato a torto Topo Gigio: il sorcio dello Zecchino D'Oro era una persona seria!
Pensate davvero che le "nuove" speranze per il Popolo Sovrano Italiano rispondano a questi nomi? No,vero? Ditemi di no...! SognoRosso non lo crede-'fanculo a chi ha appena pensato o detto "e chi se ne fotte"- e non voterà finchè la casta politica attuale non sarà "depurata" dei suoi attuali leader-fantocci!
Il 13 ed il 14 Aprile organizziamo qualche festino orgiastico a base di libertà,condivisione,vino e cannabis! Respiriamo,all'aria aperta,gli aromi naturali dell'aggregazione e dell'erba finimante rollata da qualche manina femminile degna di feticistica venerazione! Dimentichiamoci il Sistema in quei giorni;ignoriamolo! Sarà Esso a cercarci per scendere a patti con Noi! Il Sistema ha bisogno di essere foraggiato da Noi! Ma Noi abbiamo deciso di farlo morire di "fame"...!
Amici e fratelli anarchici di Battipagliadalbasso: "VOMITARE&SOVVERTIRE"
Cronistoria lassativa di un’infrastruttura italiana.

C’era una volta, tanti anni fa, l’idea di una città. Un’idea come tante, del tutto normale. Un’idea realizzabile in pochi anni in una qualunque città dell’Uganda. Poi vennero i lupi cattivi, che sappiamo essere cacciatori senza scrupoli, ma che in quanto a coltivare idee nemmeno un diserbante. C’era un’idea, oggi c’è un mostro. Un mostro d’asfalto, ruggine e cemento. Un mostro che accoglie, alle porte del Cilento, milioni di turisti ogni anno.
Il "c’era una volta", ahimé è d’obbligo, visto che la storia che qui narrata comincia negli ormai lontani anni ’80. E’, in verità, una storia torbida, fatta di tangenti, di appalti truccati, di ritardi, sequestri, annunci e promesse mai mantenute.
Questa è la storia dello svincolo autostradale di Battipaglia e del raccordo con
Un'intera generazione ormai è nata dal giorno della posa della prima pietra, ma di pietre non ne se ne sono posate poi tante altre. La variante (come è chiamata dai battipagliesi) fu progettata e appaltata sul finire degli anni ottanta. Pensate che al governo c’erano Craxi con il pentapartito, in zona regnavano Paolo Del Mese (Dc) e Carmelo Conte (Psi). Qualcuno penserà che almeno a livello locale non è cambiato poi tanto, entrambi probabilmente correranno ad Aprile per un seggio al Senato, ma questa - signori - è un’altra storia, ugualmente raccapricciante, ma comunque un’altra storia.
Bene, all’inizio degli anni novanta, i lavori (che ovviamente non brillavano per efficienza e celerità) furono bloccati. Era il Maggio del ’93 e s’era in piena Tangentopoli targata Di Pietro. Gli arresti che seguirono all’inchiesta sullo svincolo di Battipaglia, crearono un vero terremoto politico provinciale arrivando fino ai vertici dell’Anas e facendo saltare importanti teste di imprenditori e tecnici locali.
Qualcuno finì in carcere, qualcuno scappò e qualcuno non si accorse di nulla (o fece finta).
Dal ’93 al 2000 il buio. L’epoca Zara spostò l’attenzione su temi importanti: le foibe istriane, i monumenti ai bambini mai nati, la riscoperta delle virtù borboniche e un’approfondita e seria ricerca sul sesso degli angeli. Nessuno parlava più della vicenda dello svincolo e del completamento dei lavori. Sembrava che quei pilastri a mezz’aria volessero ambire all’ascesa ultraterrena, e i cittadini pensarono bene di rispettare, in religioso silenzio, il misticismo dell’opera.
L’utilità dell’opera incompiuta si avvertì all’inizio degli anni novanta, quando i lavoratori del comparto agricolo bloccarono con i propri mezzi il raccordo con
Ancora di più la sensazione di un’utilità perfino sociale di quell’opera si ebbe nelle Estati seguenti e si ha ancora oggi: col traffico bloccato e il Sole a picco, la gente è costretta ad uscire dalle proprie vetture, e vai con le amicizie e gli amori nati in Variante, e poi foto di rito e bimbi partoriti in stanza d’ospedale con vista sul luogo del primo incontro. Un luogo romantico.
Certo, i tempi della giustizia italiana, non diedero prova di grande efficienza, visto che il dissequestro del cantiere avvenne appena nel 2001. Anni: 8. Voto: 2.
Il dissequestro, portò lo scompiglio più totale. Tutti s’agitarono, convegni, dibattiti e proclami si sprecarono sul tema. Lo sconcerto era evidente: nessuno più si aspettava di tornare a parlare dello svincolo. Qualcuno si chiese pure cosa fosse lo svincolo. Un altro, chiamando “Chi l’ha visto?”, disse di averlo visto malandato in una, non meglio precisata, stazione del Nord. Quella variante c’era entrata nel cuore ed ora al solo pensiero di vederla stravolta ci veniva da piangere: in fondo si sa, in provincia si è abitudinari. E poi tutti erano infastiditi pel risveglio dal torpore postprandiale: allora cambiarono canale.
L’unico a prendere la cosa sul serio fu il Sindaco di allora Alfredo Liguori. Negli anni del suo mandato, Alfredino, andava avanti e dietro da Roma, tanto che aveva fatto amicizia con i casellanti di Roma Sud. Al suo ritorno a Battipaglia andava avanti per una settimana a congratularsi con se stesso per gli importanti risultati portati a casa. Importanti. Risultati. Congratulazioni!
Poi, piano piano, anche lui s’è rassegnato: scoprì che quello che si spacciava per l’alto funzionario dell’Anas era in realtà l’usciere del Ministero dei Trasporti, che, quando lo vedeva arrivare col gruppo di cortigiani, radunava tutti gli amici del quartiere e insieme mettevano in atto il goliardico scherzo ai danni d’Alfredino.
Arriviamo per ragioni di spazio e di dignità ai giorni nostri. La fortunata coincidenza dei lavori d’ammodernamento della Salerno-Reggio spinge Anas, politici e ministri a prendere in mano la questione dello svincolo di Battipaglia. Da allora altri tre o quattro anni di attesa, giusto per rispettare la tradizione.
Lo scorso dicembre, poi, l’Anas ha bandito la gara d’Appalto: 30 milioni di euro e due anni di lavoro per realizzare l’opera. Una soprelevata collegherà l’uscita autostradale alla SS.18. Qualcuno così ha intuito a cosa servissero quei piloni, e giù la delusione.
Poi il proclama più divertente del 2007. L’autore è Pietro Ciucci, presidente dell’Anas: “oggi si concretizza un impegno preso con i cittadini prima dell'estate”. Presidente, quale Estate? Quella del 1986?
Ma dico io: a sto punto che fretta c’è? Aspettiamo ancora un po’.
Qualche lustro di pazienza e anche Battipaglia avrà il suo sito archeologico. Per di più all’ingresso della città.

La parabola politica di Fernando Zara ha probabilmente sorpreso anche se stesso. Difficilmente nei lontani anni settanta avrebbe previsto (e nemmeno augurato) di ritrovarsi un giorno iscritto in un partito che si chiama Democrazia Cristiana. Va bene, vicino ci sta pure uno striminzito “per le Autonomie”, ma a dire il vero non significa granché. Certo in molti troveranno normale la trasmigrazione di un consigliere provinciale dalle file del decadente Udeur a quelle del partitino di Rotondi, ma il caso è da registrare se il soggetto in questione è uno che, gli avversari di un tempo (i comunisti), se lo ricordano bene. Diciamo pure che qualcuno ne porta ancora i segni… nella memoria. La carriera politica di Fernando comincia nei primi anni settanta, aderendo a “Giovane Italia” e “Europa Civiltà”, quest’ultimo movimento resosi protagonista in quegli anni della realizzazione di campi paramilitari nella provincia di Roma, nonché di diverse azioni sovversive, ed il cui ispiratore sarebbe stato il giornalista belga Jean Thiriart, condannato per collaborazionismo con i nazisti.
Non traspare, evidentemente, all’inizio della sua vita politica, quella sana tradizione sturziana a cui il suo nuovo partito (ora scioltosi nel Pdl) si rifà. Ma, come dice proprio Mastella, solo i cretini non cambiano mai idea.
Il percorso di Zara, segue tutto l’iter del Movimento Sociale fino alla svolta del congresso di Fiuggi con la nascita di Alleanza Nazionale, a cui aderisce fin da subito.
Nel ’94 è eletto Sindaco di Battipaglia con una coalizione di Centrodestra. Riesce a farsi rieleggere con sole due liste civiche nel ’97 dopo il clamoroso arresto in una piazza centrale della città. La minicoalizione formata dalle liste Zara per Battipaglia e Destra Sociale, batte gli schieramenti di Centrodestra e Centrosinistra riportando il caudillo Fernando sulla poltrona di Sindaco. Passa poco tempo e la pax politica viene raggiunta e Zara passa velocemente e senza grandi imbarazzi da An a Forza Italia, per finire all’allora CCD. Diversi problemi giudiziari lo hanno segnato durante tutta la sua carriera politica.
Spesso tenuto in disparte proprio dalla giustizia, nel 2004 venne come folgorato sulla via per Ceppaloni (le cronache raccontano di un’apparizione della sig.ra Lonardo piuttosto succinta) dal buon (?) Clemente Ma stella, che, bramoso del bagaglio elettorale di Zara, gli servì su un piatto d’argento un seggio in Consiglio Provinciale nelle fila del “suo” Udeur. Il rapporto nell’assise provinciale fu problematico, dovette attendere, poi rialzarsi, poi risedersi, sempre a causa di prescrizioni, interdizioni e avvisi di garanzia. Oggi che il Clemente più odiato d’Italia è, come si sa, in brutte acque, il nostro eroe, sembra aver ceduto alle lusinghe di Rotondi, sì da rientrare per la finestra nel centrodestra. A questo punto, quindi, assume i toni dell’ovvietà il ripescaggio da parte di Barlotti, visto pure il peso del gruppo di Zara in Consiglio Comunale.
Tutto pare più naturale adesso, ed anche l’indecisione mastelliana ad aderire al Pdl sembra non reggere più. Zara così anticipa Mastella e cambia casacca: sarà alla guida della città, al fianco di un raggiante e un po’ meno regnante Barlotti. E in disparte tutti gli altri.
Pace, alleanza e matrimonio tutto in una volta: come sanno tutti in città, al Comune è tempo di fare economia…