Domenico Frascogna
Interrogatorio del 26 gennaio '98. "In pratica quando 'Sandokan' intendeva farci avere notizie utilizzava questo Natale (avvocato arrestato perché ritenuto prestanome dei casalesi, ndr) che peraltro svolgeva questo suo compito unitamente a un politico originario e abitante a Casal di Principe. Non ricordo il nome di questo politico ma so che viene soprannominato 'o Americano' (soprannome del padre di Nicola Cosentino, usato anche per il politico, ndr) che svolge l'attività imprenditoriale nel campo del gas Gpl. Se non sbaglio questo politico non opera a livello locale di Casal di Principe ma a un livello superiore. Mi sono incontrato con questo politico almeno un paio di volte
a casa di Nicola Panaro, fratello del noto Sebastiano (arrestato due settimane fa con il fratello, ndr).
Era insieme al Natale e si mise a parlare con Sebastiano Panaro al quale i due consegnarono anche la lettera di 'Sandokan'. La lettera, peraltro accuratamente sigillata con scotch, non fu aperta in quella circostanza in quanto era assolutamente vietato agli affiliati leggere le lettere inviate dal capo. In un'altra circostanza ancora il Natale insieme al politico in questione vennero alla mia pizzeria di Casapesenna... e consegnarono una lettera di 'Sandokan'
a 'Rafilotto'-Raffaele Diana e Zagaria Vincenzo, presente in quel momento nel mio locale. Questi due episodi si sono verificati tra la fine del '95 e l'inizio del 1996".
Michele Froncillo
Interrogatorio 4 febbraio 2008. "Raffaele Letizia detto 'Lello' era ed è esponente apicale del clan dei Casalesi per conto di Schiavone e in particolare a Massimo Russo detto Paperino e al fratello Giuseppe Russo anche durante il periodo di latitanza. Lo stesso ha rapporti con i politici come Coronella, Nicola Cosentino,
Nicola Caputo, come vi ho riferito in precedenti verbali; i contatti erano finalizzati a vincere le gare di importanti opere pubbliche".
Gaetano Vassallo
Verbale del 28 agosto 2008. "Confesso che ho agito per conto della famiglia Bidognetti quale loro referente nel controllo della società Eco 4 gestita dai fratelli Orsi. Ai fratelli Orsi era stata fissata una tangente mensile di 50 mila euro... Posso dire che la società Eco4 era controllata dall'onorevole Nicola Cosentino e anche l'onorevole Mario Landolfi (An) vi aveva svariati interessi. Presenziai personalmente alla consegna di 50 mila euro in contanti da parte di Sergio Orsi a Cosentino, incontro avvenuto a casa di quest'ultimo a Casal di Principe... La mia conoscenza con Cosentino risale agli anni '80, quando lo stesso era appena uscito dal Psdi e si era candidato alla Provincia. Ricordo che in quella occasione fui contattato da Bernardo Cirillo, il quale mi disse che ... Cosentino era uno dei 'nostri' candidati ossia un candidato del clan Bidognetti. In particolare il Cirillo specificò che era stato proprio 'lo zio' (Francesco Bidognetti condannato all'ergastolo, ndr) a far arrivare questo messaggio.
Carmine Schiavone
Udienza del processo Spartacus, 10 gennaio 2000. "Alle elezioni del 1982 la famiglia portò i candidati Nicola Schiavone e Peppe Natale, quei due erano i due principali poi ciascun gruppo (il clan dei casalesi aveva allora tre componenti: gli Schiavone, i Bidognetti e i De Falco, ndr) portava un altro. Il gruppo Bidognetti all'epoca appoggiò 'o Americano', Nicola Cosentino che stava nel Partito socialdemocratico italiano, il Sole che nasce. Il gruppo Bidognetti una parte votò a Cosentino e una parte votò al nostro gruppo. Dopo le elezioni io imposi che il sindaco lo doveva fare Francesco Schiavone (un avvocato, cugino del boss omonimo, ndr).
Poi uscii a settembre con la libertà condizionale e l'amministrazione fu composta così: Schiavone Francesco, mio cugino, come sindaco; Schiavone Nicola, assessore ai Lavori pubblici; Natale Giuseppe, assessore alle Finanze, al Personale, Cosentino che entrò a far parte dell'amministrazione... Per votare la giunta secondo le nostre direttive tutti quanti i consiglieri comunali vennero chiamati uno a uno da Mario Iovine e da mio cugino Sandokan e mi fu detto da loro. Venivano invitati, anche attraverso altri consiglieri, a salire in macchina e ad andare in determinate case. E loro dovevano comportarsi bene perché rischiavano di non tornare a casa. Andarono tutti e gli dissero che gli assessori dovevano farli quei personaggi che poi fecero gli assessori. Perché loro erano solo un numero, sennò venivano ammazzati".
(09 ottobre 2008)